Bill Niada ha consegnato ai ragazzi dell’accademia un insegnamento prezioso: trasformare il dolore in azione. Ha parlato della sua vita piena di avventure e successi, ma anche della ferita più grande, la perdita di sua figlia Clementina. Da quella sofferenza è nata la Fondazione B.LIVE, che accompagna giovani con gravi patologie a “fare per essere”, costruendo progetti di vita, di formazione e di lavoro. Tra le tante iniziative messe in campo, Bill ha raccontato de Il Bullone, un giornale straordinario scritto dai ragazzi stessi, che unisce pensiero e azione per ispirare chi legge. Bill li ha incoraggiato i ragazzi a mettersi in gioco, a non accontentarsi, a cercare il proprio modo di “risorgere con il sole in faccia e il vento in poppa”.